Review| Mostra Online "Trame" di Francesco Benedetti professore dell´Accademia di Belle Arti di FirenzeTime:2025-07-18
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La mostra personale online di design "Trame" di Francesco Benedetti, professore dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, organizzata da DoBe Italia, Centro Sino Italiano di Design e Associazione per lo Sviluppo degli Scambi Culturali Internazionali (CCCDA), con il patrocinio del Comune di Firenze e il supporto dello Shanghai Promotion Center for City of Design e della Shanghai International Culture Association, è stata inaugurata alle ore 12:00 (ora italiana) del 18 luglio 2025.
TRAME
Trama deriva da transmeare, oltrepassare, per distinguere tecnicamente nella pratica della tessitura l’orditura attraversata in modo ortogonale da una diversa trama di filati per creare i tessuti. Attualmente indica in senso figurato un disegno, un progetto sotteso, dal quale prenderanno forma futuri eventi, in questo senso identifica anche la struttura narrativa sulla quale si innestano le vicende di un racconto. Nel titolo al plurale introduce la selezione di opere, in bilico fra design e oggetti d’affezione che intessono legami fra le cose e le persone come trame di racconti. Legami che rivelano inattesi sentimenti di vicinanza fra la Cina e molti centri italiani caratterizzati da insediamenti industriali vocati alla lavorazione della seta, come Marradi, il piccolo paese nel quale sono cresciuto, sede di una vecchia filanda sempre al centro degli appassionati racconti di mia nonna Miglia. I quindici progetti proposti sono cose, che attraverso il proprio linguaggio, per dirlo come lo direbbe Remo Bodei, ci spingono a dare ascolto alla realtà, a farla entrare in noi.
—— Francesco Benedetti
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Bird Temple
Massello e corteccia di Moro di Gelso, ceramica e smalti
210mm × 248mm × 248mm, 2012
Bird Temple nasce dalle riflessioni legate alle consuetudini di luoghi lontani, dai quali, da sempre, insieme alle merci che animano i mercati, soffiano inevitabili venti di cambiamento. La natura delle nostre relazioni e l’evoluzione della nostra identità sociale, a partire dalla sua minima unità, cambiano più rapidamente dei luoghi che li ospitano. Abitare è un modo di stare in relazioni confidenti. L’abitante sa appropriarsi dei luoghi in cui stare, nel senso di saperli conoscere e riconoscere con fiducia per potervi disporre la propria esistenza. Nomade o stanziale ogni abitante, ha la sua parte di mondo. L’abitare genera nuovi modi di vivere o ricostruire la realtà che ci circonda e che quotidianamente attraversiamo alterandone i confini, alla ricerca di un equilibrio dinamico tra costruzione-ricostruzione-distruzione. Certo abitare è anche distruggere, sezionare, capovolgere, ricostruire e instaurare nuovi legami fra lo spazio, il tempo e le persone. Questo abitare procede di pari passo con il senso del vivere. Bird Temple è un segno spaziale che discute su questa condizione, nato per la bottega Ceramica Gatti, la manifattura più longeva di Faenza, importante centro di produzione ceramica da oltre sette secoli.
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Marea cu sarea
Massello di rovere, pietra sinterizzata, smalti
330mm × 330mm × 330mm, 2015
Marea cu sarea è un proverbio di origine romena che significa letteralmente promettere il mare per il sale, promettere e non mantenere. Essere italiani significa anche comprendere il senso di queste parole, in equilibrio fra meravigliosi sogni, straordinarie imprese e ordinarie delusioni, di cui mare nostrum è implacabile testimone in un orizzonte irraggiungibile. Per questo, come ci insegna Betto Frei, cerchiamo di tenere la giusta direzione e conserviamo il pessimismo per tempi migliori.
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Home
Ceramica foggiata al tornio, smalto
240mm × 240mm × 230mm, 2014
La chimica organica che si occupa dello studio delle molecole formate dai composti del carbonio, ancora oggi viene spesso associata all’analisi di composti caratteristici degli organismi viventi. La grande capacità di legarsi dell'atomo di carbonio consente grande flessibilità di costruire legami con altri atomi. Le reazioni organiche avvengono con grande facilità anche a temperatura ambiente con quantità catalitiche di reagenti. Ho sempre pensato a queste specifiche caratteristiche come parte costitutiva dell’animo dei romagnoli tanto che non mi è difficile spiegarmi come la città di Ravenna sia stata per molti anni uno dei centri più importanti per la chimica, privilegiata protagonista dell’imprese commerciali e industriali di due grandi condottieri d’impresa Serafino Ferruzzi e Raul Gardini. La campana nera, anche da vuota, ancora oggi, è in grado di risuonare di altissime vibrazioni.
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Goccia Garvan
Ceramica colata in stampi e smalto, alluminio, scheda elettronica con circuito integrato, speaker, connessioni elettriche
240mm × 480mm × 240mm, 2010
Ispirata alle forme dell’acqua questo speaker in sospensione interpreta l’ideale di perfezione dell’arte ceramica. Curata interamente in modo artigianale, Goccia Garvan®, integra un design senza tempo con una qualità timbrica del suono di altissimo livello.
Non c’è mai fine. Ci sono sempre nuovi suoni da immaginare, nuovi sentimenti da sperimentare. C’è la necessità di purificare sempre più questi sentimenti e questi suoni, per arrivare ad immaginare allo stato puro cosa abbiamo scoperto.
——John William Coltrane
La Goccia è il primo progetto realizzato in collaborazione con Garvan, impresa fondata a Faenza da Andrea Martelli e Roberto Gaudenzi. Il lavoro è il frutto di un rapporto profondo e un continuo scambio di stimoli ed esperienze. Un’impareggiabile palestra per l’evoluzione delle nostre attività cresciute condividendo i successi, i momenti entusiasmanti e i momenti da superare.
Questa collaborazione che dura da più di un decennio continua anche oggi a dare risultati importanti con la nascita e lo sviluppo di nuovi prodotti frutto di costanti ricerche.
Così anche la Goccia con la sua forma organica e la sua caratteristica tempra, che attinge alla tradizione ceramica faentina, continua ad evolvere tecnologicamente e stilisticamente per rimanere una icona dell'home hi-fi e del design contemporaneo.
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Lùne Riup
Scarti industriali seriali di materiale da rivestimento, gress e carta da parati politenata, fusti in cartone, tessuti osopedalieri a fine ciclo
480mm × 480mm × 425mm, 2014
Riup nasce con l’intento di recuperare e valorizzare gli scarti industriali del territorio per realizzare oggetti d’arredo per la casa, attraverso un sistema produttivo di filiera a stretto raggio per ridurre l’impatto ambientale del distretto industriale di Faenza.
Lùne è un sistema di componenti per comporre pouf e tavolini contenitivi versatili e funzionali che aiuta a tenere in ordine i giochi dei bambini e quelli degli adulti.
In questo progetto ogni parte è ottenuta da scarti seriali, supporti cilindrici in cartone compresso utilizzati come bobine di avvolgimento dei filamenti per saldatura, prove e code di stampa di carta da parati, sfridi di ceramiche da rivestimento e tessuti ospedalieri non più utilizzabili nei normali cicli di sterilizzazione.
I piccoli complementi d’arredo utilizzano questi materiali abbinati in modo artigianale a seconda della disponibilità e delle esigenze dei clienti con totale dedizione al rispetto delle risorse. L’insieme è un piccolo corredo costituito da una seduta, abbinata ad un piano di appoggio realizzato a mosaico ceramico e composto con sfridi waterjet, recuperando e valorizzando con la cultura del territorio materie prime destinate allo smaltimento.
Un arredo domestico pratico, dalle forme semplici che mediante stampe xilografiche personalizzate con grafiche che parlano della città manfreda e dell’immaginario proprio del marchio Riup, non passa inosservato.
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Scarplane Riup
Piano scarti seriali industriali materiali da rivestimento, gress a mosaico su HPL, struttura in profilati metallici di recupero
800mm × 1800mm × 750mm, 2015
Scarplane è un tavolo operativo che a seconda del compendiario decorativo del piano può diventare anche direzionale. La struttura di base è costituita da tubolari metallici scatolari, recuperati con sabbiatura e lavorati meccanicamente in modo artigianale per ottenere un telaio smontabile per agevolarne la movimentazione e l’imballaggio. Il piano è ottenuto da pannelli in HPL di seconda scelta sui quali viene asportata la superficie con i principali difetti ottenendo un vano in basso rilievo. Attraverso il recupero degli scarti di rettifica dei grandi formati di gress di basso spessore viene realizzato un mosaico ceramico con pattern sempre diversi che interpretano i codici linguistici del marchio faentino.
Il risultato è un tavolo, che valorizza attraverso la cultura della ceramica e del mosaico materiali di recupero destinato alla rigenerazione o allo smaltimento.
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Etna Cretula
Ceramica colata in stampi, smalto nero matt, massello in doghe di rovere, sapone vegetale, china solida
210mm × 300mm × 30mm, 2018
Cretula® è un marchio italiano che nasce nel 2020, da una riflessione sull’importanza delle relazioni all’interno degli spazi abitativi per rendere più accoglienti gli ambienti dove trascorriamo intimamente il nostro tempo, contribuendo all’integrità del nostro benessere. L’eccellenza dei laboratori artigianali e delle aziende manifatturiere, la qualità della vita e la ricchezza della biodiversità sono i fattori che hanno contribuito a caratterizzare uno stile unico e inconfondibile.
Etna è uno dei primi prodotti sviluppati per il brand e viene proposto come piccolo corredo da scrivania per la pittura ispirato alla tradizionale scrittura orientale a pennello. Tutti gli elementi sono selezionati accuratamente e realizzati artigianalmente per avere sempre in ordine e a portata di mano gli strumenti essenziali per potersi esercitare nella calligrafia e nella pittura a china. Il set è composto da una vasca per sciogliere e diluire la china e da due piccoli contenitori in ceramica smaltata, un pennello, una steccha di china solida, un sapone vegetale per la pulizia e una custodia in lana cotta del Casentino per trasportare ovunque e tenere riuniti tutti gli strumenti. Una rivisitazione tutta italiana di un antichissimo rito che prevede lo scioglimento della bacchetta di china con acqua tramite l’abrasione su pietra e l'utilizzo di un pennello a punta fine per imprimere sulla carta segni netti e stilizzati per afferrare i caratteri e l’essenza delle cose.
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Arianna Cretula
Struttura in lamiera di acciaio da venti decimi finitura laccatura a polvere matt, multistrato di pioppo impiallacciato rovere, ceramica
1200mm × 136mm × 220mm, 600mm × 136mm × 220mm, 2018
Arianna è una famiglia di mensole da applicare a parete di Cretula® da comporre in uno spazio ideale per esporre insieme ai libri i complementi d’arredo della sua collezione. Prodotti dalle forme semplici, rigorosamente realizzate attraverso la lavorazione di materiali pregiati e antichi come la ceramica di Faenza, il marmo di Carrara, l’alabastro di Volterra, le essenze delle foreste italiane, il sughero della Sardegna e l’impiego di tessuti naturali come la lana cotta del Casentino, scelti e accuratamente lavorati nel rispetto della maggiore sostenibilità ambientale.
In questo progetto per valorizzare gli oggetti editati dal marchio è stata creata una piccola partitura impiallacciata di quercia che come un abbraccio cinge ed enfatizza la presenza dei libri e delle cose esposte suggerendo momenti di contemplazione e di svago. Il sistema di mensole è caratterizzato da forme e spessori al limite dell’essenziale, dove ogni giunzione è nascosta e rifinita in modo artigianale.
L’effetto riprodotto è quello di un filo fluttuante, sospeso nel vuoto, che si fa carico di sostenere la nostra coltura, unico mezzo che può farci ritrovare una via di uscita come nel mito di Arianna.
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Otto e mezzo – Dadò Cretula
Legno massello in doghe di rovere, sughero, ceramica colata in stampi, smalto bianco matt
600mm × 300mm × 60mm, 2012
Otto e mezzo e Dadò interpretano la filosofia del marchio Cretula in un servizio da portata che mette in scena le pietanze porzionate e proposte in piccoli scomparti ricavati in accoglienti superfici ceramiche. La configurazione di forme allude a due facce di un cubo legate al gioco del dado e in somma al film di Federico Fellini. Il vassoio serve in tavola il tema del destino, cosa succederebbe se prima d’intessere nuove relazioni fosse possibile stilare un bilancio a posteriori della propria vita sentimentale come suggerisce il regista?
Sulle sinuose superfici smaltate perle ghiacciate, soffici salse o piccole tapas si muovono riempendo gli spazi vuoti dello spartito per accompagnarci in questo viaggio a passi leggeri alla riscoperta dei sapori e di inediti abbinamenti.
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Cecco Cretula
Ceramica colata in stampi, smalto a primo fuoco nero matt, massello in moro di gelso
210mm × 210mm × 100mm, 2012
Nelle cantine delle Case Operaie mio padre teneva scansie di gabbie d’uccelli per la caccia al capanno. Bastava sfiorare la porta intessuta di rete della cantina che dal buio si levava un irrequieto frullare di ali e un cinguettio violento a cui rispondevano echi antisonanti dalle cantine vicine. In un piccolo paese appenninico la caccia può diventare un’occupazione totalizzante che diventa scambio quotidiano d’esperienze. I complessi rituali, con intensità diversa, durano tutto dell’anno, ma l’impegno maggiore sono proprio le gabbie da nutrire e accudire giorno dopo giorno. Le poche cartucce utilizzate da mio padre nelle cadenzate giornate trascorse in solitudine al capanno, quasi sempre preso in affitto a stagione iniziata fra quelli rimasti perché ritenuti di scarso interesse, restano come evidente testimonianza di una totale dedizione, esercitata in modo rituale per ricordare i gesti condivisi. Ho spesso cercato d’immaginare come trascorressero i momenti nel silenzio fra mio padre e mio nonno Cecco, che non ho mai conosciuto. Il piccolo nume che ho ideato vuole celebrare il principe di tutti i richiami, il merlo, una citazione ai corvi di Charles e Ray Eames realizzato da Charles Perdew nel lontano Illinois, con un’altra storia da raccontare.
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Carmelo RP
Legno massello di frassino, Corian, Vetro, Acciaio
480mm × 860mm × 900mm, 2012年
Procedere e andare lontano è l’unico modo in cui riesco ad abitare sperando di poter tornare, una comune esperienza della gens montana che credo nessun altro meglio di Dino Campana abbia saputo cogliere nei suoi versi.
Abitare in un piccolo centro sospeso sui rilievi appenninici abitua ad un pensiero distante dalla fisicità del luogo e più vicino a coglierne il senso vitale.
Carmelo interpreta questo sentimento nomade che si esprime dentro e furi alle pareti domestiche.
La struttura modulare componibile in legno di frassino può essere attrezzata con vari accessori che ne definiscono l’uso e il carattere. In questa configurazione su ruote il prodotto è vocato alla degustazione di vini accompagnata da frutta, salumi e stuzzichini da poter preparare su un tagliere di legno massello riposto sul piano. Corredato di piani d’appoggio e un porta posate in Corian®, oltre a comode cassette in legno per conservare la frutta e per collezionare vini d’annata, l’isola felice si muove per portare il gusto e muovere i sapori dalla cucina agli altri ambienti della casa.
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Francesco Benedetti
Francesco Benedetti studia design all’ISIA di Firenze, a Milano allo IED e al Poli.design e comunicazione allo IUEV a San Marino. Oltre alla attività professionale ha tenuto corsi di design e art direction a Verona, eco design e design del gioiello a Reggio Calabria all’Accademia di Belle Arti e design alla Facoltà d’Ingegneria di Bologna e alla Facoltà di Architettura dell’Università di Chieti-Pescara. Attualmente è docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze e all’ISIA di Faenza, dove tiene il corso di specializzazione in design del prodotto con processi innovativi. Socio ADI e Design for All Italia, nella libera professione si occupa d’industrial design e strategia d’impresa.